Conferenza New Space ASAS

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New Space: una nuova frontiera per il sistema produttivo italiano ed europeo
CONFERENZA E CERIMONIA DI CONSEGNA DEL PREMIO SPACE ECONOMY

Roma, 28 Gennaio 2019 – Casa dell’Aviatore

 

Coordina Lorenzo D’Onghia, Presidente ASAS

Saluto istituzionale  Fabrizio Nicoletti, MAECI

Interventi:

Pierre Delsaux, European Commission

Giovanni Cinque, ASI

Bulent Altan, Global Space Ventures (videomessage)

Angelo Fontana, Avio

Angelo Vallerani, OHB Italia

Donato Amoroso, TAS Italia

Luigi Pasquali, Leonardo e Telespazio

Carlo Massagli, Consigliere Militare del Presidente del Consiglio

 

Come di consueto, il Premio – conferito dall’Associazione che raggruppa le imprese di Servizi, Applicazioni e Tecnologie ICT per lo Spazio a personalità che si siano distinte per il contributo dato alla promozione della Space Economy nazionale – viene consegnato nel corso di un convegno con il quale ASAS punta i riflettori su un tema che presenti elementi di centralità per i mesi a venire.

La conferenza di ieri è stata aperta dal Presidente di ASAS, Lorenzo D’Onghia che, facendo riferimento alla rilevanza e innovatività del Piano Space Economy, ha sottolineato l’importanza di rafforzarne l’efficacia anche tramite interventi per una normativa specifica, da introdurre nel Codice degli Appalti, che possa consentire maggiore capacità decisionale all’industria, che, finanziando parimenti il programma come la PA, necessita di maggiore equità. Normativa specifica che potrebbe anche essere estesa ai mercati “critici” Difesa e Spazio.

È inoltre necessario, ha proseguito D’Onghia, istituire bandi e fondi di investimento dedicati alle PMI in modo da dare concretezza alle ricorrenti dichiarazioni di maggiore interesse verso le stesse.

 

Il Presidente d’Onghia ha poi introdotto il tema della NewSpace, quale filosofia di mercato basata su ventures e start up finanziate da capitale privato, le quali operano nel mercato spaziale riguardo ai temi più vari:dall’osservazione della terra, al turismo spaziale, alle attività minerarie, incrementandone la crescita e la competitività. Una realtà caratterizzata da: maggiore velocità, minori costi, servizi dedicati agli utenti, ma anche rischi più alti.

 

Uno scenario rispetto al quale l’Italia, che vanta riconosciute competenze nello Spazio, rischia di soccombere di fronte alla crescita imponente del mercato New Space americano e cinese, se non sostenuta anche dalle istituzioni per una maggiore capacità di investimento e minore burocratismo.

Il Presidente d’Onghia ha poi lasciato posto al saluto istituzionale di Fabrizio Nicoletti del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale. Ancora un accenno alla necessità di una nuova normativa seguito dalla conferma dell’impegno della Farnesina per la promozione industriale ed il sostegno a progetti innovativi riguardanti il settore della Space Economy.

Per la Commissione Europea, interviene Pierre Delsaux che non manca di ribadire la differenza tra il concetto di Old Space e New Space limitandone però la portata. Ciò che è stato raggiunto in Europa dall’Old Space non può comunque essere messo in disparte,  ma anzi necessita di un ulteriore incremento. Incremento possibile solamente con la cooperazione tra i vari Paesi europei al fine di arginare la crescita, già esponenziale, ed il dominio di Cina e Stati Uniti. È necessario individuare una direzione comune verso la quale destinare gli investimenti per sviluppare nuovi metodi di mercato e far crescere il settore privato.

Segue l’intervento di Giovanni Cinque, sub-commissario dell’Agenzia Spaziale Italiana, secondo il quale il nuovo mercato spaziale rende e non rende… Rende per l’affollamento di soggetti che vi circolano, ma non rende per la mancanza di regole condivise. Lo sviluppo commerciale, precisa, necessita di regole certe: l’Italia è una filiera completa ma è anche un Paese al cui interno mancano politiche di coordinamento, come accade tra ASI ed il settore della difesa. Si augura la valorizzazione di un partenariato pubblico-privato che nel settore della Space Economy può contribuire ad un giusto equilibrio per favorire la crescita e lo sviluppo territoriale delle PMI.

Bulent AltanIl panel “di scenario” si chiude con un videomessaggio di Bulent Atlan, manager di Global Space Ventures, che definisce la New Space come “accesso economico allo Spazio”, quindi non solo mero aumento della velocità dell’esplorazione, ad un incremento del business dei servizi spaziali o ad utilizzo quotidiano di queste tecnologie da parte dei cittadini. Dopo gli inizi degli anni sessanta con lo sviluppo dei primi lanciatori da parte di Stati Uniti e Russia, lanciatori che però non erano prodotti su larga scala e dove il rischio era ridotto al minimo, negli anni a seguire, si è sviluppata una nuova metodologia nascente dalla Silicon Valley. Aziende come SpaceX hanno saputo valorizzare il ‘know how’ industriale per semplificare e agevolare il mercato aerospaziale. Come i lanciatori anche i piccoli satelliti, i CubeSat, sono stati prodotti in larga scala dando vita ad un vero boom della NewSpace.

Per il futuro, oltre alle centinaia di aziende di lanciatori emergenti, Altan sottolinea come in molti si stiano dedicando allo sviluppo di costellazioni di satelliti. I risultati saranno visibili da subito in due aree: la connettività globale e l’elaborazione dei dati. La NewSpace non è quindi l’utilizzo di tecnologie dedicate all’esplorazione ma un vero e proprio settore industriale che può trovare applicazione in ogni campo: dall’agricoltura, all’ambiente, alla finanza, ai trasporti. È l’alba di un cambiamento epocale che però, questa volta, invece che nascere da Internet, nasce dallo Spazio.

Inizia la carrellata dei contributi industriali.

Per OHB Italia Angelo Vallerani indica i dati di crescita della Space Economy che dal 2005 al 2017 risulta essere del 7% quando l’economia tradizionale è cresciuta del 3,5%. Da qui il concetto di NewSpace che si accompagna, oltre ad un abbassamento dei costi e ad una maggiore velocità dei processi, ad una maggiore tolleranza del rischio. È un nuovo approccio al quale anche le PMI stanno guardando con interesse, nella speranza di maggiori investimenti da parte delle Istituzioni.

I lavori proseguono con le osservazioni di Angelo Fontana, senior VP di Avio, che distingue tra innovazione tecnologica ed innovazione di modelli di business. Entrambi aspetti della NewSpace come oggi interpretata. Guardando ai dati Avio negli ultimi anni, solo un terzo dei progetti ha un fine istituzionale, il restante è puramente commerciale: dati che fino a qualche anno fa erano invertiti. Il fatturato di Avio nel 2017 ha visto un incremento del 17%. da mercato Old Space. Ma nnon mancano, per Avio, progetti di respiro NewSpace quale la progettazione dei Mini Vega destinati al lancio di piccoli satelliti sia per fini istituzionali che, ancora una volta, commerciali.

Per Thales Alenia Space Italia prende la parola il CEO Donato Amoroso, il quale dichiara una certa diffidenza verso la differenziazione tra Old Space e NewSpace, definendo piuttosto l’intero mercato italiano come NewSpace. Lo è anche CosmoSkyMed e la vendita di prodotti in Corea. Thales crede nella Space Economy e crede nella collaborazione con gli istituti di ricerca, la complementarietà è necessaria allo sviluppo del mercato. La NewSpace, già esistente e affermata, è co-finanziamento privato, filiera industriale solida e servizi sia nel segmento di upstream che di downstream. In questo scenario, sottolinea, merita una menzione la nuova legge 7/2018 con la quale si potrà dimostrare che la creatività e l’ingegno possono raggiungere gli obiettivi prefissati.

Seguono le osservazioni di Luigi Pasquali, AD Telespazio e Coordinatore Spazio per Leonardo che condivide le perplessità circa una reale differenza tra OldSpace e NewSpace. Lo Spazio, precisa, è qualcosa di nuovo … ma lo è da sessant’anni. Lo Spazio è un settore dove l’innovazione digitale è pervasiva e lo è soprattutto nel downstream, dove l’impiego delle nuove tecnologie è fondamentale. Una conseguenza di questo approccio è l’ingresso, in materia Spazio, della cybersecurity. Misura ad oggi fondamentale per garantire la sicurezza eterogenea dei dati. Tra le novità degli ultimi anni, da considerare come NewSpace, vi è però una visione dello Spazio come ‘abilitatore’. Un fattore che si avvicina ai cittadini, che lascia un suo contributo verso gli utenti finali: non è più solo un mezzo per dimostrare abilità tecnologica. Il punto centrale della SpaceEconomy è, infine, la sostenibilità: le risorse private e quelle pubbliche, insieme, devono rispondere agli interessi di entrambi i settori, devono essere convergenti.

In conclusione dell’evento interviene Carlo Massagli, Consigliere Militare della Presidente del Consiglio e vincitore del premio ASAS 2018. L’ammiraglio Massagli, dopo aver rivolto un forte ringraziamento al suo team, ha ripercorso brevemente la sua esperienza come Consigliere: dal suo insediamento al recente intervento alla Casa Bianca. Egli ha sottolineato l’importanza della nuova legge 7/2018 che fornisce il Paese di una nuova governance in ambito spaziale, grazie al nuovo potere di indirizzo del Presidente del Consiglio e dell’intervento del Comitato Interministeriale il quale, tramite due deliberazioni, ha già adottato documenti necessari all’instaurazione dei programmi spaziali e alla definizione delle linee di intervento. L’ammiraglio Massagli non ha mancato di sottolineare l’importanza dei temi safety e security come fondamentali nello sviluppo delle politiche  spaziali e per le quali sia il Comitato Interministeriale che le Istituzioni della difesa si mobiliteranno con ancora più impegno.

Infine Massagli ha invitato i rappresentati delle Associazioni industriali e delle aziende aerospaziali ad anticipare i tempi e  valorizzare il know how industriale con l’occhio puntato verso i consumatori finali per farsi ascoltare non solo in Italia ma anche nelle sedi internazionali.

 

In chiusura di lavori il presidente D’Onghia ha ripreso la parola per ringraziare tutti i relatori e tutti i presenti e per procedere alla consegna della targa del Premio Space Economy all’Ammiraglio Massagli, del quale ha richiamato brevemente il notevole CV, che avviene in ragione dell’efficace impegno profuso nel processo di riorganizzazione istituzionale del settore, con la duplice azione riguardante l’avvio della nuova struttura di governance per il settore Spazio e la messa in opera del Piano per la Space Economy.

 

Altri contributi:

 

 

https://www.airpressonline.it/37168/premio-asas-2018-massagli/

 

Space economy, D’Onghia: “Servono norme ad hoc nel Codice Appalti” – CorCom

Rafforzare il Piano Space economy con una normativa ad hoc da inserire nel Codice degli Appalti che consenta maggiore capacità decisionale all’industria. La proposta è stata lanciata dal presidente di Asas Lorenzo D’Onghia, in occasione la cerimonia di consegna del Premio Asas Space Economy 2018, organizzato in collaborazione con CorCom e Airpress.