Tag Archive for interviste

Intervista NAIS

NAIS (NEXTANT Applications & Innovative Solutions) è una PMI nata a Roma nel 2005. L’azienda si occupa di sviluppare e proporre servizi innovativi basati su tecnologie ICT attraverso le infrastrutture spaziali di navigazione, di osservazione della Terra e di comunicazione. Il core business dell’azienda è il mercato dell’Aerospazio e della difesa per lo sviluppo delle infrastrutture mentre lo sviluppo delle applicazioni è indirizzato ai domini tra i quali emergono i beni culturali, il marittimo l’aeronautico e la gestione delle emergenze. Un organico che oscilla tra i venticinque e trenta dipendenti per un fatturato del 2015 nell’ordine dei due milioni di euro, di cui il 70% sulle applicazioni e il 30% sui sistemi spaziali, con una crescita media annua intorno al 10/15%.

Quali sono i principali progetti in corso o terminati di recente?

Negli oltre dieci anni di attività, NAIS ha partecipato a grandi programmi nazionali e internazionali come COSMO SkyMED e SESAR. Per quest’ultimo, in particolare, insieme con il CIRA e altre azienda italiane, NAIS sta lavorando sul progetto RAID per l’integrazione dei velivoli a pilotaggio remoto – RPAS nel traffico aereo controllato – ATM. Nel settore spaziale, NAIS collabora con TELESPAZIO e THALES ALENIA SPAZIO per la realizzazione della seconda generazione del sistema COSMO SkyMED. Con ASI per i progetti AIRONE per la realizzazione di un servizio satellitare di informazioni meteorologiche per la classe di aeromobili in Visual Flight Rules – VFR e in SPACE4UXO, che prevede lo sviluppo di una piattaforma tecnologica a supporto delle attività di bonifica del territorio da ordigni bellici.

Nel settore dei beni culturali, NAIS ha concepito il progetto VIDEOR, recentemente attivato per la tutela e la salvaguardia dell’aerea archeologica di Villa Adriana di Tivoli; mentre partecipa al progetto ITACA, sviluppato nell’ambito del settimo programma quadro della Commissione Europea per la tutela del patrimonio storico sommerso e nei pressi delle coste. Nel settore marittimo NAIS è attiva nel programma dell’ESA – ARTES 20 con la partecipazione al  progetto  SIMONA, indirizzato a migliorare la Situation awareness nella navigazione lungo la costa. In SIMONA l’azienda è responsabile delle soluzioni tecnologiche e collabora con Engineering Ingengeria Informatica.

L’azienda è presente sui mercati esteri? 

La NAIS ha recentemente posto in essere una politica commerciale atta a promuovere i suoi prodotti e competenze nei paesi dell’Unione Europea. Non abbiamo sedi operative all’estero ma la nostra politica è operare con partner locali, che conoscono meglio e presidiano il mercato quotidianamente. Poiché lavoriamo molto in ambito europeo, collaboriamo con diverse aziende ad esempio in Grecia, Romania, Polonia e Belgio.  Altresi attraverso una primaria azienda internazionale del settore difesa siamo presenti in Medio Oriente.

Quali sono stati gli strumenti (pubblici o di terze parti) che l’azienda ha utilizzato durante la sua crescita?

Gli strumenti che NAIS ha utilizzato sono quelli per il supporto alla ricerca ed innovazione come i Piani Operativi nazionali (PON) e regionali (POR) ed i programmi specifici di settore quali ASI per le PMI. Inoltre, l’azienda si è avvalsa dei vantaggi offerti dal MISE per lo sviluppo economico del settore industriale. Per quanto riguarda l’azione del distretto spaziale laziale in cui stiamo, al momento ravvisiamo una attività di supporto alle industrie inferiore rispetto ad omologhe realtà presenti in altre regioni quali il Piemonte, la Puglia e la Sardegna, più attive e più presenti.

 Questi strumenti sono stati in alcuni casi un limite o un problema per l’azienda?

Gli strumenti, in special modo quelli pubblici, si sono rilevati utili nelle intenzioni di promuovere la ricerca e l’innovazione tecnologica, ma farraginosi nella implementazioni dei meccanismi di finanziamento. Molto spesso per non dire sempre, l’industria si è dovuta fare carico di anticipare i fondi anche per la quota di co-finanziamento a carico dell’ente pubblico, che ha provveduto a quietanzare la sua parte con oltre un anno di ritardo. Pensiamo ai POR Lazio 2007-2013, dove abbiamo dei progetti chiusi su cui dobbiamo prendere ancora il primo avanzamento lavori. Rileviamo una problematica di puro carattere burocratico, una richiesta   esagerata e ripetuta di documenti amministrativi, a cui non corrisponde una uguale puntualità  del finanziamento.

Qual è il modello di sviluppo dell’azienda a medio termine?

La strategia di sviluppo ed innovazione che NAIS ha da sempre perseguito si basa sul trasferimento tecnologico dei risultati della ricerca ed innovazione verso il mercato. Prima su clienti di riferimento quali Key Customer e poi incrementando la penetrazione nel mercato con campagne di marketing puntuali. Noi siamo sul mercato dei servizi e delle applicazioni, per noi una partnership forte va fatta con gli utenti finali, che creano i requisiti che rispondono alle esatte esigenze del mercato.

Intervista a GM Spazio

GMSPAZIO è una PMI laziale che opera dal 2005 nel settore della difesa, dello spazio, della Homeland Security e nell’ICT. L’azienda realizza soluzioni dedicate alla gestione integrata di Scenari di Simulazione Sintetica per la Difesa e le Industrie Aerospaziali afferenti ai domini dello spazio, della terra e del mare. GMSPAZIO conta 6 dipendenti per un fatturato 2015 di oltre 1,2 milioni di euro.

·  Quali sono i principali progetti in corso o terminati di recente?

Di recente abbiamo terminato dei progetti di Space Surveillance & Tracking e Missile Defense Analysis per il Ministero della Difesa Italiano. In passato abbiamo collaborato alla realizzazione del software di tracciamento in te,po reale della sala di controllo veicolo sperimentale ESA-IXV presso la Altec di Torino, a cui abbiamo fornito il TPVT, un software per la gestione e il controllo della missione. Inoltre lavoriamo con i principali player spaziali italiani, come ELV, Telespazio e Thales Alenia Space. Con l’ASI abbiamo recentemente collaborato con il progetto pilota SIGRI (Sistema Integrato per la Gestione del Rischio Incendi), finalizzato alla gestione del rischio incedio tramite i dati satellitari.

·  L’azienda è presente sui mercati esteri?

GMSPAZIO opera anche in 9 paesi europei, tra cui Spagna, Portogallo, Grecia, Svizzera, Germania, Slovenia,  Austria, Repubblica Ceca e Polonia.

· Quali sono stati gli strumenti (pubblici o di terze parti) che l’azienda ha utilizzato durante la sua crescita? Questi strumenti sono stati in alcuni casi un limite o un problema per l’azienda?

Abbiamo utilizzato gli strumenti collaterali alla nostra capacità di business. Tempo addietro abbiamo utilizzato per alcuni progetti innovativi nell’ambito dei sistemi SAPR il suppirto economico di realtà regionali come FILAS, poi divenuta Lazio Innova. Tale fusione si è rivelata funzionale per gli aspetti di integrazione ecoordinamento mentre abbiamo trovato molte difficoltà nelle parte di consuntivazione a causa di assenza di risposte per tempi estremeante lunghi se paragonati alle tempistiche dei mercati high-tech in cui operiamo. Inutile poi rimarcare che la tassazione sulle aziende risulta ancora troppo elevata per favorire una vera ripresa dalla crisi econmica nazionale.

·  Qual è il modello di sviluppo dell’azienda a medio termine? (Rimanere sub, diventare prime, specializzazione)

Due anni fa eravamo distributori di un solo software in du epaesi Europei. Oggi distribuiami propoddti realizzati da noi e prodotti di cibnque marchi stranieri in dieci paesi Europei. Contiamo di proseguire nelle nostre politiche di sviluppo di soluzioni software proprietarie da affiancare ai prodotti attualmente distribuiti per conto terzi al fine di consolidare sia la nostra capacità produttiva interna sia la presenza su mercati esteri.

Intervista Trans-Tech

Trans-Tech srl (socio aggregato in ASAS) è una startup innovativa nata nel 2013 nel campo del trasferimento tecnologico. L’azienda si occupa di trasferire le competenze in ambito aerospaziale verso altri settori, soprattutto trasporti (ferroviario e navale) ed energetico. Offre anche servizi di ingegneria, concept engineering, e attività di R&I. I due soci fondatori di Trans-Tech possono contare su una vasta rete collaborazioni con aziende di varia dimensione e con professionisti, e nel 2015 ha fatturato 200mila euro con una una forte crescita rispetto all’anno precedente.

Quali sono i principali progetti in corso o terminati di recente?

Trans-Tech ha co-ideato e sta lavorando al progetto di un velivolo business ipersonico, per il quale sta cercando finanziamenti per lo sviluppo. Il velivolo, chiamato HYPLANE, non soffre dei problemi tipici di questo tipo di aerei, come il boom sonico o la necessità di decollo verticale. L’azienda si occupa anche di tecnologie per l’ottimizzazione della gestione delle flotte navali con l’utilizzo di tecnologie di data fusion e satellitari.

Recentemente, abbiamo terminato dei progetti di formazione in ambito cultura d’impresa sull’ottimizzazione dei processi industriali e in ambito affidabilistico (affidabilità, manutenibilità, disponibilità e sicurezza). I corsi sono avvenuti in Campania di concerto con il locale Distretto Aerospaziale.  Infine, ci occupiamo di turismo spaziale e analisi di scenari.

L’azienda è presente sui mercati esteri?  

Abbiamo accordi con imprese greche, israeliane, francesi, britanniche e giapponesi per aspetti specifici. Dovremmo chiudere presto un contratto con un cliente israeliano per un piccolo satellite per la rimozione di detriti spaziali. Ad oggi, l’azienda non ha ancora siglato contratti all’estero.

Quali sono stati gli strumenti che l’azienda ha utilizzato durante la sua crescita? Questi strumenti sono stati in alcuni casi un limite o un problema per l’azienda?

Per nostra impostazione non ci siamo mai rivolti al credito e l’azienda si è autofinanziata. Abbiamo partecipato a numerosi bandi di Horizon 2020 con oltre 12 proposte, di diverso tipo, ma purtroppo non c’è stato alcun risultato. Solo in un caso abbiamo raggiunto una votazione elevata. Per quanto riguarda i distretti italiani, contiamo di entrare in quello campano. Abbiamo rapporti anche con le realtà pugliesi e laziali.

Qual è il modello di sviluppo dell’azienda a medio termine?

Il nostro modello di business è quello dell’Open Enterprise. Per far fronte alle difficoltà di inizio vita, abbiamo selezionato uno schema di azienda molto leggero, che offre una flessibilità enorme a costi gestionali davvero bassi. Questo ci permette, grazie al già menzionato network di collaborazioni, di allargare o restringere il numero di persone per adattarsi alla diverse esigenze. Al momento riteniamo di restare legati a questo tipo di organizzazione.