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Italia protagonista alla “Ministeriale” di Siviglia

“Accrescere il ruolo di primo piano dell’Italia nei programmi dell’Agenzia spaziale europea, dall’osservazione della Terra ai lanciatori, garantendo l’adeguato posizionamento del nostro comparto industriale”. È questa la priorità italiana secondo Riccardo Fraccaro per l’appuntamento dell’anno per lo Spazio del Vecchio continente. Queste le parole alla vigilia dell’importante appuntamento che ha visto l’Italia impegnata in una scelta coraggiosa di “scommessa” sulla presenza del nostro Paese nel settore spaziale. Con un’attenzione particolare alle soluzioni di Osservazione della Terra.

 

Questa la sintesi di Airpress:

“Una potenza spaziale mondiale”. L’Italia non nasconde le proprie ambizioni extra-atmosferiche e “raddoppia” il budget destinato all’Agenzia spaziale europea (Esa) per il prossimo quinquennio: 2,3 miliardi di euro. Lo ha spiegato il sottosegretario Riccardo Fraccaro, alla guida della delegazione italiana a Siviglia dove si è chiusa la ministeriale dell’Esa. Con lui c’erano il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) Giorgio Saccoccia e il segretario del Comitato interministeriale (Comint) di palazzo Chigi Carlo Massagli. Con il potenziamento del proprio ruolo, l’Italia ottiene una serie di risultati tra cui il ritorno in orbita per una nuova missione dell’astronauta Samantha Cristoforetti e la guida del programma I-HAB per andare sulla Luna.

I NUMERI

Il budget complessivo dell’Esa arriva a 14,4 miliardi di euro per i prossimi cinque anni (12,5 miliardi nei primi tre rispetto ai 10,3 del triennio precedente). Il direttore generale Johann-Dietrich Woerner si è detto “molto felice” e “sorpreso”, sorridente nel lanciare il titolo di chiusura del vertice: “United Space in Europe”. È infatti arrivato sostegno per tutti e quattro i campi definiti: scienza ed esplorazione, sicurezza, accesso allo Spazio (i futuri lanciatori) e le applicazioni (osservazione della Terra, telecomunicazioni e navigazione). Per l’Italia si tratta di una forte presa di posizione nel contesto continentale, frutto del rilancio con gli altri partner, Germania e Francia. Nel quinquennio, Berlino investirà 3,3 miliardi (il 23%) e Parigi 2,7 miliardi (pari al 18,5%), con un sorpasso dei tedeschi che potrebbe cambiare qualche equilibrio. “Il settore spaziale – ha detto Fraccaro – rappresenta il volano per lo sviluppo, l’innovazione e la competitività del sistema-Paese”. E così, “forte dei risultati raggiunti in termini di ritorno economico degli investimenti e maggior efficienza delle istituzioni, l’Italia raddoppia i fondi stanziati per i programmi dell’Esa”. Difatti, “con una sottoscrizione totale pari a 2 miliardi e 288 milioni, la più alta di sempre, il nostro Paese si afferma come una potenza spaziale mondiale”.

LA AMBIZIONI ITALIANE

Il contributo italiano all’Esa sale dunque al 16% grazie al posizionamento nel corso del consiglio in Spagna: “un successo su tutti i fronti per l’Italia”. Come spiegato da Fraccaro a margine della ministeriale, “l’Italia diventa più forte in Esa e i programmi dell’agenzia si focalizzano sulle nostre aree di eccellenza”. Secondo il sottosegretario, “la nostra strategia di puntare sui settori strategici comparto nazionale dello spazio si è rivelata vincente, abbiamo raccolto le sottoscrizioni di altri Paesi, compresa la Francia, e ora i programmi nei quali esercitiamo la leadership sono al centro delle attività Esa”. L’Italia “contribuisce in maniera sempre più decisiva alla definizione delle politiche spaziali europee: non potremmo essere più soddisfatti di un risultato che darà enorme impulso allo sviluppo industriale, scientifico e tecnologico del comparto nazionale”, ha rimarcato Fraccaro, che già ieri aveva espresso “ottimismo”.

IL COMMENTO DI SACCOCCIA

“Oggi registriamo un risultato estremamente positivo per il nostro Paese”, ha detto il presidente dell’Asi Giorgio Saccoccia. “La scelta dell’Italia di fare un così importante incremento negli investimenti è legata alla decisione di supportare attività spaziali che spostino verso il Paese reali vantaggi economici e industriali”. Si tratta, ha aggiunto, “di una proposta che sposta gli equilibri europei del settore spaziale verso una maggiore leadership del nostro Paese, rispetto ad altri importanti attori storici, quali la Francia e la Germania”. A dimostrarlo, ha rimarcato il presidente dell’agenzia, è stata “l’adesione entusiasmante di Paesi medio-piccoli nel settore spaziale europeo a programmi a guida italiana, quali l’evoluzione del lanciatore Vega ed il sistema di trasporto spaziale riutilizzabile Space Rider; un investimento che sarà su grandi programmi, ma anche su temi che permetteranno alle Pmi di poter contribuire al futuro di questo settore essenziale”.

ASTROSAMANTHA IN ORBITA

“Orgoglio” da Saccoccia e Fraccaro è arrivato anche per l’accordo sulla nuova missione per Samantha Cristoforetti. “È il giusto riconoscimento – ha detto il sottosegretario – per la sua immensa professionalità e dimostra ancora una volta la nostra eccellenza nel settore dello spazio”. Fraccaro ricorda che aveva “preso l’impegno di lavorare per il ritorno in orbita di AstroSamantha e sono soddisfatto che il nostro lavoro di Space diplomacy ha dato i suoi frutti”. L’astronauta dell’Esa, presente a Siviglia, si prepara dunque a tornare nello spazio. Tra il 2014 e il 2015 passò oltre sei mesi a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss), l’avamposto umano oltre l’atmosfera ora sotto il comando del collega Luca Parmitano. Le ambizioni astronautiche non si fermano però all’Iss. “Il ruolo di primo piano dell’Europa nel settore dello spazio compie un ulteriore salto di qualità: ai primi voli di esplorazione della prossima missione lunare parteciperanno astronauti europei; ciò rappresenta – ha affermato Fraccaro – una chance per gli astronauti italiani, che potranno essere candidati a partecipare alla missione”. Considerando l’accordo già raggiunto tra Asi e Nasa per la missione Artemis (con cui gli Usa vogliono tornare sulla Luna entro il 2024), “’Italia sarà a tutti gli effetti protagonista del ritorno dell’uomo sulla Luna: è un risultato storico per il nostro Paese”

VERSO LA LUNA

Difatti, tra le notizie arrivate da Siviglia c’è anche la guida italiana per il modulo I-HAB del Lunar Gateway, il primo passo per il ritorno sul satellite naturale. “Si tratta – ha chiarito Fraccaro – del modulo pressurizzato per l’equipaggio con funzionalità di attracco per i veicoli che dalla Terra raggiungeranno l’avamposto lunare”. Nel frattempo, in attesa di capire la ripartizione dei fondi Esa per i singoli programmi, l’Italia esulta per altre conferme su quelli di proprio interesse. “Dall’osservazione della Terra all’esplorazione robotica e umana, passando per i sistemi di lancio, il primato del Paese a livello industriale, scientifico e tecnologico si rafforza in maniera preponderante”, ha notato Fraccaro. Si va da Copernicus 4.0 per l’osservazione della Terra (“consentirà alle nostre aziende di incrementare la competitività nelle gare che verranno indette per lo sviluppo delle sentinelle del programma”) all’esplorazione, settori nei quali l’Italia figura come secondo contributore. Si consolida per l’Italia “la leadership nell’esplorazione robotica di Marte con il nuovo programma Mars Sample Return”. Ci sono poi i programmi di sicurezza con lo sviluppo delle attività di mappatura dei Near Earth Object, primo fra tutti il telescopio Fly-Eye.

VEGA…

In particolare per il vettore Vega, ha spiegato Fraccaro, “l’evoluzione del lanciatore si conferma il fiore all’occhiello della nostra produzione nel settore spaziale; il programma ha raccolto sottoscrizioni trasversali, dal Belgio alla Norvegia passando per Spagna e Svizzera, con una quota di investimenti importanti da parte della Francia per l’evoluzione di Vega”. In merito alle preoccupazioni per competizioni con il vettore francese Ariane 6 e alle pressioni transalpine sull’abbandono della versione Evoluzione, “le Cassandre sono state smentite: le contrattazioni che abbiamo portato avanti sono andate a buon fine e questa è un’ottima notizia per la filiera scientifica e industriale italiana alla base del successo di Vega E”. E dunque, “come Paese siamo fieri di essere i principali sostenitori di un progetto che diventa, insieme ad Ariane, il punto di riferimento per i sistemi di lancio europei”.

…E SPACE RIDER

Convergenza anche per l’altro programma voluto dall’Italia: il sistema di trasporto riutilizzabile a bassa orbita terrestre di nuova generazione, Space Rider. “L’Italia ha scelto di investirvi perché consentirà all’Europa di incrementare le proprie capacità in molteplici campi di applicazione, sia scientifici che tecnologici”, ha detto Fraccaro. “L’exploit del programma, che ha superato le sottoscrizioni dei Paesi necessarie per il suo sviluppo, è una grande vittoria non solo per il nostro settore industriale ma per tutto il comparto spaziale europeo; Romania, Svizzera, Belgio, Spagna e Norvegia hanno seguito il nostro progetto”. Con lo sviluppo di Space Rider, “la competitività dell’Agenzia spaziale Europea nel campo dell’accesso allo spazio aumenterà enormemente e siamo particolarmente soddisfati di contribuire, come sistema-Paese, in misura preponderante al raggiungimento di questo risultato”

LA NUOVA GOVERNANCE

Tutto questo rappresenta un successo per il Paese e per la nuova governance nazionale, per cui l’appuntamento di Siviglia rappresentava il primo grande banco di prova. Dall’anno scorso, le legge 7 del 2018 ha ridato coordinamento al comparto rimettendone la responsabilità nelle mani del presidente del Consiglio, supportato per questo da un Comitato interministeriale (Comint) che riunisce tutti i dicasteri coinvolti. La segreteria dell’organo è affidata all’ammiraglio Massagli, al vertice di una struttura di coordinamento che garantisce fluidità al sistema. Il ruolo di palazzo Chigi si avvale inoltre del supporto tecnico-scientifico dell’Asi, presieduta da Giorgio Saccoccia, che nell’interlocuzione costante con l’Esa ha preparato il terreno alla ministeriale.

 

A Fraccaro la delega aerospazio

Governo: Fraccaro, assumo delega aerospazio, obiettivo rilancio =
(AGI) – Roma, 1 ott. – “E’ con grande soddisfazione che ho assunto la delega per le politiche relative ai programmi spaziali e aerospaziali. Si tratta di un settore strategico per il Paese perche’ rappresenta il propulsore per eccellenza dell’innovazione scientifica e tecnologica che consente di migliorare costantemente la vita dei cittadini.
Esercitero’ questa funzione con il massimo impegno affinche’ l’Italia abbia il ruolo da protagonista che le spetta in campo aerospaziale nella prospettiva di favorire lo sviluppo di tutto il sistema-Paese”.
Lo rende noto in un comunicato stampa il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, che aggiunge: “L’Italia e’ tra i cofondatori dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea, il terzo Paese nel mondo ad aver lanciato in orbita un satellite, gia’ nel 1964, e siamo totalmente autonomi in campo satellitare, dalla produzione alla messa in orbita fino alla gestione”.

 

Conferenza New Space ASAS

New Space: una nuova frontiera per il sistema produttivo italiano ed europeo
CONFERENZA E CERIMONIA DI CONSEGNA DEL PREMIO SPACE ECONOMY

Roma, 28 Gennaio 2019 – Casa dell’Aviatore

 

Coordina Lorenzo D’Onghia, Presidente ASAS

Saluto istituzionale  Fabrizio Nicoletti, MAECI

Interventi:

Pierre Delsaux, European Commission

Giovanni Cinque, ASI

Bulent Altan, Global Space Ventures (videomessage)

Angelo Fontana, Avio

Angelo Vallerani, OHB Italia

Donato Amoroso, TAS Italia

Luigi Pasquali, Leonardo e Telespazio

Carlo Massagli, Consigliere Militare del Presidente del Consiglio

 

Come di consueto, il Premio – conferito dall’Associazione che raggruppa le imprese di Servizi, Applicazioni e Tecnologie ICT per lo Spazio a personalità che si siano distinte per il contributo dato alla promozione della Space Economy nazionale – viene consegnato nel corso di un convegno con il quale ASAS punta i riflettori su un tema che presenti elementi di centralità per i mesi a venire.

La conferenza di ieri è stata aperta dal Presidente di ASAS, Lorenzo D’Onghia che, facendo riferimento alla rilevanza e innovatività del Piano Space Economy, ha sottolineato l’importanza di rafforzarne l’efficacia anche tramite interventi per una normativa specifica, da introdurre nel Codice degli Appalti, che possa consentire maggiore capacità decisionale all’industria, che, finanziando parimenti il programma come la PA, necessita di maggiore equità. Normativa specifica che potrebbe anche essere estesa ai mercati “critici” Difesa e Spazio.

È inoltre necessario, ha proseguito D’Onghia, istituire bandi e fondi di investimento dedicati alle PMI in modo da dare concretezza alle ricorrenti dichiarazioni di maggiore interesse verso le stesse.

 

Il Presidente d’Onghia ha poi introdotto il tema della NewSpace, quale filosofia di mercato basata su ventures e start up finanziate da capitale privato, le quali operano nel mercato spaziale riguardo ai temi più vari:dall’osservazione della terra, al turismo spaziale, alle attività minerarie, incrementandone la crescita e la competitività. Una realtà caratterizzata da: maggiore velocità, minori costi, servizi dedicati agli utenti, ma anche rischi più alti.

 

Uno scenario rispetto al quale l’Italia, che vanta riconosciute competenze nello Spazio, rischia di soccombere di fronte alla crescita imponente del mercato New Space americano e cinese, se non sostenuta anche dalle istituzioni per una maggiore capacità di investimento e minore burocratismo.

Il Presidente d’Onghia ha poi lasciato posto al saluto istituzionale di Fabrizio Nicoletti del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale. Ancora un accenno alla necessità di una nuova normativa seguito dalla conferma dell’impegno della Farnesina per la promozione industriale ed il sostegno a progetti innovativi riguardanti il settore della Space Economy.

Per la Commissione Europea, interviene Pierre Delsaux che non manca di ribadire la differenza tra il concetto di Old Space e New Space limitandone però la portata. Ciò che è stato raggiunto in Europa dall’Old Space non può comunque essere messo in disparte,  ma anzi necessita di un ulteriore incremento. Incremento possibile solamente con la cooperazione tra i vari Paesi europei al fine di arginare la crescita, già esponenziale, ed il dominio di Cina e Stati Uniti. È necessario individuare una direzione comune verso la quale destinare gli investimenti per sviluppare nuovi metodi di mercato e far crescere il settore privato.

Segue l’intervento di Giovanni Cinque, sub-commissario dell’Agenzia Spaziale Italiana, secondo il quale il nuovo mercato spaziale rende e non rende… Rende per l’affollamento di soggetti che vi circolano, ma non rende per la mancanza di regole condivise. Lo sviluppo commerciale, precisa, necessita di regole certe: l’Italia è una filiera completa ma è anche un Paese al cui interno mancano politiche di coordinamento, come accade tra ASI ed il settore della difesa. Si augura la valorizzazione di un partenariato pubblico-privato che nel settore della Space Economy può contribuire ad un giusto equilibrio per favorire la crescita e lo sviluppo territoriale delle PMI.

Bulent AltanIl panel “di scenario” si chiude con un videomessaggio di Bulent Atlan, manager di Global Space Ventures, che definisce la New Space come “accesso economico allo Spazio”, quindi non solo mero aumento della velocità dell’esplorazione, ad un incremento del business dei servizi spaziali o ad utilizzo quotidiano di queste tecnologie da parte dei cittadini. Dopo gli inizi degli anni sessanta con lo sviluppo dei primi lanciatori da parte di Stati Uniti e Russia, lanciatori che però non erano prodotti su larga scala e dove il rischio era ridotto al minimo, negli anni a seguire, si è sviluppata una nuova metodologia nascente dalla Silicon Valley. Aziende come SpaceX hanno saputo valorizzare il ‘know how’ industriale per semplificare e agevolare il mercato aerospaziale. Come i lanciatori anche i piccoli satelliti, i CubeSat, sono stati prodotti in larga scala dando vita ad un vero boom della NewSpace.

Per il futuro, oltre alle centinaia di aziende di lanciatori emergenti, Altan sottolinea come in molti si stiano dedicando allo sviluppo di costellazioni di satelliti. I risultati saranno visibili da subito in due aree: la connettività globale e l’elaborazione dei dati. La NewSpace non è quindi l’utilizzo di tecnologie dedicate all’esplorazione ma un vero e proprio settore industriale che può trovare applicazione in ogni campo: dall’agricoltura, all’ambiente, alla finanza, ai trasporti. È l’alba di un cambiamento epocale che però, questa volta, invece che nascere da Internet, nasce dallo Spazio.

Inizia la carrellata dei contributi industriali.

Per OHB Italia Angelo Vallerani indica i dati di crescita della Space Economy che dal 2005 al 2017 risulta essere del 7% quando l’economia tradizionale è cresciuta del 3,5%. Da qui il concetto di NewSpace che si accompagna, oltre ad un abbassamento dei costi e ad una maggiore velocità dei processi, ad una maggiore tolleranza del rischio. È un nuovo approccio al quale anche le PMI stanno guardando con interesse, nella speranza di maggiori investimenti da parte delle Istituzioni.

I lavori proseguono con le osservazioni di Angelo Fontana, senior VP di Avio, che distingue tra innovazione tecnologica ed innovazione di modelli di business. Entrambi aspetti della NewSpace come oggi interpretata. Guardando ai dati Avio negli ultimi anni, solo un terzo dei progetti ha un fine istituzionale, il restante è puramente commerciale: dati che fino a qualche anno fa erano invertiti. Il fatturato di Avio nel 2017 ha visto un incremento del 17%. da mercato Old Space. Ma nnon mancano, per Avio, progetti di respiro NewSpace quale la progettazione dei Mini Vega destinati al lancio di piccoli satelliti sia per fini istituzionali che, ancora una volta, commerciali.

Per Thales Alenia Space Italia prende la parola il CEO Donato Amoroso, il quale dichiara una certa diffidenza verso la differenziazione tra Old Space e NewSpace, definendo piuttosto l’intero mercato italiano come NewSpace. Lo è anche CosmoSkyMed e la vendita di prodotti in Corea. Thales crede nella Space Economy e crede nella collaborazione con gli istituti di ricerca, la complementarietà è necessaria allo sviluppo del mercato. La NewSpace, già esistente e affermata, è co-finanziamento privato, filiera industriale solida e servizi sia nel segmento di upstream che di downstream. In questo scenario, sottolinea, merita una menzione la nuova legge 7/2018 con la quale si potrà dimostrare che la creatività e l’ingegno possono raggiungere gli obiettivi prefissati.

Seguono le osservazioni di Luigi Pasquali, AD Telespazio e Coordinatore Spazio per Leonardo che condivide le perplessità circa una reale differenza tra OldSpace e NewSpace. Lo Spazio, precisa, è qualcosa di nuovo … ma lo è da sessant’anni. Lo Spazio è un settore dove l’innovazione digitale è pervasiva e lo è soprattutto nel downstream, dove l’impiego delle nuove tecnologie è fondamentale. Una conseguenza di questo approccio è l’ingresso, in materia Spazio, della cybersecurity. Misura ad oggi fondamentale per garantire la sicurezza eterogenea dei dati. Tra le novità degli ultimi anni, da considerare come NewSpace, vi è però una visione dello Spazio come ‘abilitatore’. Un fattore che si avvicina ai cittadini, che lascia un suo contributo verso gli utenti finali: non è più solo un mezzo per dimostrare abilità tecnologica. Il punto centrale della SpaceEconomy è, infine, la sostenibilità: le risorse private e quelle pubbliche, insieme, devono rispondere agli interessi di entrambi i settori, devono essere convergenti.

In conclusione dell’evento interviene Carlo Massagli, Consigliere Militare della Presidente del Consiglio e vincitore del premio ASAS 2018. L’ammiraglio Massagli, dopo aver rivolto un forte ringraziamento al suo team, ha ripercorso brevemente la sua esperienza come Consigliere: dal suo insediamento al recente intervento alla Casa Bianca. Egli ha sottolineato l’importanza della nuova legge 7/2018 che fornisce il Paese di una nuova governance in ambito spaziale, grazie al nuovo potere di indirizzo del Presidente del Consiglio e dell’intervento del Comitato Interministeriale il quale, tramite due deliberazioni, ha già adottato documenti necessari all’instaurazione dei programmi spaziali e alla definizione delle linee di intervento. L’ammiraglio Massagli non ha mancato di sottolineare l’importanza dei temi safety e security come fondamentali nello sviluppo delle politiche  spaziali e per le quali sia il Comitato Interministeriale che le Istituzioni della difesa si mobiliteranno con ancora più impegno.

Infine Massagli ha invitato i rappresentati delle Associazioni industriali e delle aziende aerospaziali ad anticipare i tempi e  valorizzare il know how industriale con l’occhio puntato verso i consumatori finali per farsi ascoltare non solo in Italia ma anche nelle sedi internazionali.

 

In chiusura di lavori il presidente D’Onghia ha ripreso la parola per ringraziare tutti i relatori e tutti i presenti e per procedere alla consegna della targa del Premio Space Economy all’Ammiraglio Massagli, del quale ha richiamato brevemente il notevole CV, che avviene in ragione dell’efficace impegno profuso nel processo di riorganizzazione istituzionale del settore, con la duplice azione riguardante l’avvio della nuova struttura di governance per il settore Spazio e la messa in opera del Piano per la Space Economy.

 

Altri contributi:

 

 

https://www.airpressonline.it/37168/premio-asas-2018-massagli/

 

Space economy, D’Onghia: “Servono norme ad hoc nel Codice Appalti” – CorCom

Rafforzare il Piano Space economy con una normativa ad hoc da inserire nel Codice degli Appalti che consenta maggiore capacità decisionale all’industria. La proposta è stata lanciata dal presidente di Asas Lorenzo D’Onghia, in occasione la cerimonia di consegna del Premio Asas Space Economy 2018, organizzato in collaborazione con CorCom e Airpress.

 

 

 

 

 

Premio Space Economy a Carlo Massagli

L’edizione 2018 del Premio Space Economy ASAS è stata assegnata all’Ammiraglio Carlo Massagli, Consigliere Militare del Presidente del Consiglio.

Il Premio – organizzato in collaborazione con le testate Airpress e Cor.Com. – viene attribuito da ASAS a personalità che abbiano particolarmente contribuito alle sviluppo delle potenzialità della “space economy” nazionale.

Il riconoscimento a Carlo Massagli è stato deciso in ragione dell’efficace impegno profuso nel processo di riorganizzazione istituzionale del settore, con la duplice azione riguardante l’avvio della nuova struttura di governance per il settore Spazio e la messa in opera del Piano per la Space Economy.

Il Premio sarà consegnato nel corso del convegno dedicato a “New Space: una nuova frontiera per il sistema produttivo italiano ed europeo ” organizzato da ASAS.

L’Italia dello Spazio

L’Italia dello Spazio. Alla Farnesina oggi, 17 settembre, si sono incontrate tutte le componenti del settore per una grande “foto” d’insieme: governo, diplomazia, ricerca, industria e sue rappresentanze.

Ampia presenza delle istituzioni nazionali: vice ministro esteri Del Re, vice ministro ricerca Fioramonti, sottosegretario difesa Volpi, sottosegretario esteri Di Stefano, presidente Asi Battiston.
Conclusioni a cura del sottosegretario di stato Giancarlo Giorgetti.

Nel suo intervento, il presidente D’Onghia ha portato l’attenzione sui rischi del fattore tempo e sulla centralità del sistema industriale. Due possibili punti critici dell’ambizioso sistema costruito in questi anni partendo dal “tavolo sistema spazio Italia” lanciato da Asas nel 2009 e arrivando alla Cabina di Regia e, finalmente, al Comitato interministeriale spazio.

relatori

Governo assegna delega Spazio a Giorgetti

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’attribuzione della delega per la politica spaziale nazionale a Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Come previsto dalla legge di riforma della governance spaziale approvata nella passata legislatura, Giorgetti dovrà presiedere il Comitato interministeriale per le attività spaziali e aerospaziali avvalendosi del supporto organizzativo dell’ufficio del consigliere militare di Palazzo Chigi (guidato dall’Ammiraglio Carlo Massagli).

Nuova legislatura, nuove sfide

Appare su Airpress di marzo un contributo del presidente ASAS focalizzato sulle sfide che la nuova legislatura dovrà affrontare per assicurare il mantenimento della posizione internazionale del nostro Paese nel campo spaziale.
La prima sfida per la nuova legislatura è proseguire il percorso imboccato con la riforma della governance spaziale, implementandola in modo efficace e con il giusto coinvolgimento di tutte le parte sociali, a partire dal mondo industriale. Sarà fondamentale che l’Ufficio preposto a gestire i compiti istituzionali assegnati al nuovo Comitato interministeriale abbia le caratteristiche necessarie per coordinare e gestire le attività con competenza, concretezza e velocità.

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Procede il percorso del ddl Spazio

Il ddl Spazio, approvato a maggio dal Senato e approdato alla Camera dei deputati, giovedì 5 ottobre ha iniziato la discussione in Commissione attività produttive.

L’On. Benamati, relatore del provvedimento, ha chiuso la sua relazione ricordando come si tratti di una riforma attesa ormai da troppi anni dal sistema produttivo di settore.

Si attendono ora la calendarizzazione delle prossime sedute e i pareri delle numerose commissioni interessate.

Il Senato approva il ddl Spazio

L’assemblea del Senato oggi, 24 maggio, ha esaminato e approvatocon modifiche il ddl n. 1110, nel testo proposto dalla Commissione, recante «Misure per il coordinamento della politica spaziale e aerospaziale e disposizioni concernenti l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia spaziale italiana». Il testo passa ora alla Camera. Domani dovrebbe essere disponibile il testo approvato che verrà trasmesso alla Camera dei deputati.

 

Nel comunicato di fine seduta del Senato si legge:

“La relatrice, sen. Pelino (FI-PdL) ha sottolineato che il testo, il cui obiettivo è conferire maggiore centralità alle politiche spaziali e aerospaziali italiane, è frutto di un grande lavoro della Commissione industria che ha audito le principali associazioni del settore. L’articolo 1 attribuisce al Presidente del Consiglio dei Ministri i compiti di indirizzo governativo e il coordinamento delle politiche concernenti il settore spaziale e aerospaziale. L’articolo 2 stabilisce che per tali compiti il Presidente del Consiglio dei Ministri si avvale di un apposito Comitato, composto da diversi Ministri che, a vario titolo, sono competenti in materia, disciplinandone composizione e funzionamento. L’articolo 3 reca norme per il coordinamento delle politiche del settore. L’articolo 4 concerne modifiche allo statuto dell’Agenzia spaziale italiana (ASI), mentre gli articoli 5 e 6 recano disposizioni transitorie e di coordinamento. Il relatore, sen. Tomaselli (PD) ha ricordato che l’Italia è tra i leader mondiali nel settore della ricerca e dell’industria aerospaziale: un comparto che conta migliaia di addetti e ricercatori e produce un fatturato del valore complessivo di circa due miliardi di euro, rappresentando quindi un tassello fondamentale e imprescindibile per l’innovazione nell’industria e nel sistema economico nazionale.

A conclusione della discussione generale, alla quale hanno preso parte i sen. Mara Valdinosi, Stefania Pezzopane (PD), Consiglio (LN), Bocchino (SI-SEL), Castaldi (M5S), Rossi (AP) e Liuzzi (GAL), in replica in particolare al sen. Bocchino, che aveva condannato la mancata istituzione di un organismo parlamentare di monitoraggio e indirizzo della politica aerospaziale, alla base di uno dei ddl unificati nel testo della Commissione, i relatori hanno sottolineato che il testo finale ha tenuto conto dello sforzo collettivo di tutti i Gruppi. Inoltre, il comitato parlamentare rischiava di sovrapporsi all’istituito comitato interministeriale e alle competenze delle Commissioni parlamentari di merito.

Nel passaggio all’esame dell’articolato del ddl., all’articolo 2 sono stati approvati gli emendamenti 2.101 e 2.110 della LN e gli emendamenti di M5S 2.112 (testo corretto), 2.113 e, previa riformulazione, 2.114 e 2.118. All’articolo 3 l’Assemblea ha approvato gli emendamenti di M5S 3.100, 3.101 (testo 2) e 3.102.

Nelle dichiarazioni finali sono intervenuti i sen. Consiglio (LN), Manuela Granaiola (Art. 1), Marino (AP), Barani (ALA), Bocchino (SI-SEL), Castaldi (M5S), Galimberti (FI-PdL) e Angelica Saggese (PD). Tutti hanno messo in evidenza la rilevanza di un provvedimento molto atteso poiché interviene su un settore che ha importanti ricadute in termini economici e di crescita del Paese, quindi sulla vita dei cittadini. Secondo LN e AP la concorrenza di Paesi emergenti nel settore, quali India e Cina, deve essere uno stimolo per una politica sempre più competitiva. Art 1 e SI-SEL, comunque favorevoli al provvedimento, hanno posto in luce talune criticità legate all’ASI, che di fatto passa sotto il controllo del Comitato interministeriale perdendo parte della propria autonomia, anche nella gestione delle risorse finanziarie. M5S ha espresso apprezzamento per un provvedimento rispetto al quale il Parlamento ha ripreso la sua centralità.

Prima della votazione finale, è stata approvata una proposta di coordinamento, presentata dai relatori.”.

 

ASAS, che ha seguito attivamente tutte le fasi di lavoro, esprime il più vivo ringraziamento ai senatori di tutti i gruppi politici che hanno dato il proprio contributo al confronto, auspicando fortemente che le prossime fasi della discussione alla Camera possano procedere in tempi brevi così da realizzare pienamente la nuova governance di settore.

 

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE ASI:

http://www.agi.it/blog-italia/scienza/2017/05/24/news/litalia_dello_spazio_sar_pi_forte_grazie_alla_nuova_legge-1809740/

Verso una nuova “governance” Spazio

Roma, 27 apr – Oggi la commissione Industria del Senato ha approvato il ddl per lo sviluppo del settore aerospazio, dando ai relatori – Salvatore Tomaselli (Pd) e Paola Pelino (FI) – il mandato di riferire in aula. Il testo arriva a questo primo traguardo dopo un lungo confronto politico e istituzionale che testimonia l’importanza strategica del settore Spazio.

ASAS, che ha seguito attivamente tutte le fasi di lavoro, esprime il più vivo ringraziamento ai senatori di tutti i gruppi politici che hanno dato il proprio contributo al confronto e in particolare ai relatori Pelino e Tomaselli, auspicando fortemente che le prossime fasi della discussione in aula (23-25 maggio) e alla Camera possano procedere in tempi brevi così da realizzare pienamente il nuovo approccio che in questi mesi è stato positivamente collaudato tramite la Cabina di regia voluta dalla Presidenza del consiglio.