Di Enrico Ferrone
Negli ultimi anni le istituzioni hanno intrapreso una ristrutturazione della governance spaziale con leggi ed un piano strategico, in risposta ad una vivacità di avanzamento della space economy e a un forte impulso tecnologico che sta vivendo l’intero settore fino a definire i ruoli della politica, delle istituzioni e degli imprenditori privati.
Ma ciò non basta. È necessario tradurre le indicazioni politiche e normative in elementi di stimolo e crescita.
Da qui l’idea di ASAS -Association for Space-based Applications and Services- di invitare le più alte cariche istituzionali dello spazio italiano per fare il punto, presso la sede della Confindustria, del ruolo che si intende scegliere per un posizionamento delle piccole e medie industrie nazionali, che secondo le mappature ufficiali di Confindustria e del Comitato Tecnologico Nazionale Aerospazio (CTNA), costituiscono circa l’80% della base industriale e della filiera del settore spaziale e aerospaziale in Italia.
Dall’incontro, ne è seguita una serie di considerazioni molto utili che Governo, Parlamento e organizzazioni industriali dovranno tenere ben a mente in ogni sviluppo legislativo e organizzativo.
Inoltre la confusione generata attorno alla “new space economy” impone la necessità di segnare una linea precisa per delimitare la realizzazione delle infrastrutture spaziali che attualmente vengono finanziate dai più rappresentativi enti nazionali.
Al margine dell’incontro in cui sono stati trattati questi argomenti, Tactical Press ha posto alcune domande al presidente dell’ASAS, ing. Leonardo Gagliardi, che qui sotto riportiamo.
Ing. Gagliardi. Prima di tutto ci parli di ASAS
ASAS è un’associazione che aderisce alla Federazione Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici. Le applicazioni e i servizi costituiscono il fondamentale anello di congiunzione tra il segmento spaziale rappresentato da satelliti, grandi infrastrutture connesse con il relativo segmento di terra e quindi, con gli utenti e il mercato.
ASAS si presenta come interfaccia tra le istituzioni e le proprie aziende associate.
ASAS fa quindi delle proposte alle istituzioni?
La nostra associazione è diventata il promotore di iniziative di grande impatto per il settore spaziale; una tra tutte, le collaborazioni con l’Agenzia Spaziale Italiana, che sono culminate nell’attuale Coordinamento permanente tra Agenzia e associazioni imprenditoriali ed al confronto costruttivo con il mondo politico e di governo.
E veniamo ai lavori della giornata. ASAS ha preso una iniziativa di confronto, ospiti di Confindustria, interrogando le proprie aziende associate e le istituzioni su come si possa migliorare la gestione dei programmi, in funzione dello scenario normativo e strategico. Può fare una sintesi delle esigenze delle aziende da sottoporre alle autorità che hanno preso parte all’incontro?
ASAS ha intrapreso già da alcuni anni fattivamente iniziative di coordinamento delle proprie associate su temi e programmi di ampio respiro. La difficoltà incontrata è legata all’impossibilità di ASI nell’accettare proposte non sollecitate. Questo comporta la necessità di trovare fonti alternative di finanziamento che ancora in Italia non sono sufficientemente mature.
In sintesi, stiamo chiedendo che siano dati ad ASI strumenti simili a quelli dell’Agenzia Spaziale Europea, come i programmi con compartecipazione delle aziende tipo NAVISP e BOOST e la capacità di ridurre drasticamente i tempi di assegnazione dei contratti.
Da quanto è emerso alla conferenza svoltasi in Confindustria organizzata da ASAS, gli enti preposti alla gestione dei programmi spaziali non sono stati riformati per renderli adeguati alle linee dei provvedimenti di cui sopra e la politica industriale del settore vede ancora pochi attori di dimensioni adeguate. Sembra da questo che un considerevole numero di PMI e start-up fanno fatica ad ottenere risultati soddisfacenti dal punto di vista imprenditoriale. Lei cosa chiede alla politica in questo momento storico?
La situazione è indubbiamente complessa. Ritengo che ci sia la giusta consapevolezza delle difficoltà che il settore industriale trova nel confrontarsi con la burocrazia nazionale.
La richiesta di trasparenza, ingenerata dall’ormai passata alla storia “Tangentopoli”, ha imposto l’uso di strumenti amministrativi ed organizzativi che però oggi sono totalmente inadeguati. Quindi mettere mano agli aspetti organizzativi e normativi dell’ASI, mutuando eventualmente soluzioni consuete dell’ESA: è una assoluta priorità in un settore strategico come lo spazio.
Nel dibattito appena svoltosi, si è affermato che le attività spaziali in Italia non hanno visto una adeguata efficienza. Tanti motivi sono dovuti a difficoltà imprescindibili, ma sicuramente qualcosa per rendere la macchina più fluida si può certamente fare. In particolare cosa propone ASAS per rendere più snelle le procedure?
È una cosa facile da fare! Per rendere efficiente e operativo il confronto tra l’ASI e le associazioni serve solo la volontà di farlo. Come è noto esiste un organismo tra ASI ed associazioni, il Tavolo Permanente Industriale, che è sede di confronto costruttivo. Però il TPI si riunisce molto di rado, nell’ultimo periodo una volta all’anno. La nostra proposta è quella di avere un incontro almeno mensile, con all’ordine del giorno le problematiche incontrate nel periodo. Gli attori dall’altra parte del tavolo devono essere responsabili di ASI in grado di prendere eventuali impegni per la soluzione dei problemi. Non parliamo di elementi tecnici ma fatti procedurali ed organizzativi.
Uno dei temi ripetuti frequentemente è che le piccole e medie imprese del settore in Italia sono molte e fortemente frazionate. Al lato dell’indubbia flessibilità che le strutture di piccole dimensioni possono avere, la criticità di uno spezzettamento è tangibile. Lei ritiene che aggregare le PMI in modo da avere massa critica per programmi di interesse generale possa essere una risposta valida all’aggressività della concorrenza europea?
Sicuramente le dimensioni contano. Come abbiamo detto, in Italia l’80% delle capacità industriali è rappresentato da PMI e start-up; questo rappresenta una eccessiva parcellizzazione delle risorse.
La soluzione che noi imprenditori auspichiamo è quella di favorire l’aggregazione di queste realtà intorno a programmi di ampio respiro. Programmi che possono, devono, seguire il Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale e affrontare le sfide competitive di mercato, non solo europee.
Ing. Gagliardi, le infrastrutture spaziali hanno un valore strategico per il Paese. I periodi di maggiori innovazioni storicamente sono le guerre; purtroppo la guerra in Ucraina ne è un esempio eclatante. Difficile da quantizzare l’aspetto economico. Ma che peso hanno le innovazioni concretamente per l’immagine e l’economia italiana?
La guerra in Ucraina, ma anche quelle più recenti come il Nagorno-Karabakh, hanno portato sulla scena una classe di attori inattesa. I droni a basso costo.
Questa novità ha stravolto lo scenario di guerra, è sempre successo così storicamente con gli elementi sviluppati nella tragica logica di guerra, ed ha cambiato l’uso ed il peso dei sistemi spaziali.
In generale i sistemi GNSS e di telecomunicazione satellitare a bassa quota sono al servizio di questa nuova classe di armi.
L’Europa si è messa al sicuro per la navigazione avendo investito nella costellazione GALILEO, però manca la capacità strategica di internet satellitare proprietario. Un gruppo nutrito di aziende di ASAS ha iniziato lo sviluppo di un sistema internet satellitare, lo abbiamo chiamato INTESA con grande fantasia INTErnet-SAtellitare, che potrà avere un importante ritorno economico.
Ha citato INTESA. Vogliamo chiudere con una descrizione del progetto?
Il requisito che abbiamo identificato è quello di dare copertura di trasmissione dati agli utenti istituzionali e militari italiani nell’area di interesse strategico nazionale definita come “Mediterraneo Allargato”.
Il sistema si basa su una costellazione satellitare dispiegata su nove piani orbitali equidistanti inclinati di 48°. Le quote saranno due: 81 satelliti a 600 km e altri 27 a 1.000 km di quota.
La stazione di terra principale sarà in Campania e sarà supportata da un network terrestre sul territorio.
👉 https://www.tacticalpress.it/2026/11/03/un-confronto-per-le-pmi-dello-spazio-inconfindustria/
